Torrita di Siena

Torrita perché fortificata. Un nome bellicoso, che parla di tempi lontani, di assedi, di attacchi e contrattacchi, di difesa estrema.

E Torrita si presenta chiusa dentro alle sue mura, ben protetta e in qualche modo gelosa della vita che continua a scorrere, dettata da ritmi che altrove sembrano dimenticati, nel dedalo interno delle sue strade.

Si può accedere al borgo attraverso quattro varchi: Porta Gavina, Porta a Sole, Porta a Pago e Porta Nova. Una volta all’interno ci si può perdere piacevolmente senza mèta, certi di ritrovarsi nel salotto buono del paese: piazza Matteotti, sulla quale si aprono il duecentesco Palazzo Comunale e la Chiesa delle Sante Flora e Lucilla, che al suo interno conserva “Il sangue del Redentore”, un bassorilievo marmoreo attribuito a Donatello.

Molte le botteghe d’arte, dove si potranno acquistare souvenir non banali e frutto del patrimonio di sapienza e manualità locale; a dimostrazione di quanto sottile e indefinibile può essere la linea di confine tra arte e artigianato. Altri souvenir sono i salumi e i formaggi locali, che qui raggiungono vette di assoluta eccellenza.

A pochi chilometri, il piccolo centro medievale di Montefollonico perpetua invece la tradizione antica e preziosa del Vin Santo, prodotto di nicchia per intenditori.

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