Aglione

Più di un semplice aglio

Più precisamente “aglione della Valdichiana”, perché qui è nato e qui continua ad essere coltivato con tecniche tradizionali che si tramandano sin dall’epoca degli Etruschi, antichi abitanti della Toscana. E pensare che questa specialità ha quasi rischiato l’estinzione e solo negli ultimi anni la produzione è stata ripresa da alcuni piccoli produttori della Valdichiana, conquistando anche l’iscrizione al PAT, l’elenco regionale e nazionale dei prodotti agricoli tradizionali. Il nome la dice lunga su questa speciale varietà di aglio gigante, i cui bulbi possono arrivare a pesare fino a 800 g, contro i 150 g dell’aglio comune.

Ma oltre alle dimensioni, quali sono le caratteristiche che differenziano l’aglione dal suo cugino aglio?

Il profumo, piccante ma allo stesso tempo delicato; questo perché l’aglione è privo di alliina, una sostanza contenuta nell’aglio comune, responsabile di quell’odore forte e pungente che tanto facilmente rimane sulle mani.

Il sapore dolciastro, che lo rende un valido sostituto del classico aglio in ogni ricetta, dai sughi per la pasta ai piatti di carne o pesce.

La digeribilità, proprietà da non sottovalutare se si soffre di acidità gastrica; difficilmente dopo un pasto continuerete a risentirne l’aroma.

L'aglione nella cucina tradizionale

Nella cucina chianina l’utilizzo più comune dell’aglione è nella preparazione dell’omonimo sugo a base di pomodoro, con il quale vengono conditi i “pici”, famoso primo piatto tipico della Valdichiana Senese.

La ricetta? Niente di più semplice: dopo aver riscaldato in padella olio extra vergine d’oliva e uno spicchio di aglione della Valdichiana, aggiungere salsa di pomodoro fresco e sale quanto basta. Peperoncino a piacere.

Manca un solo ingrediente, quello segreto: una foglia di alloro spezzata aggiunta al pomodoro poco prima di tuffarci la pasta. Ed ecco il vero sugo all’aglione.

 

Ti consigliamo anche…
EN